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Nell'arrampicata la montagna prende un’altra dimensione, acquista altri valori. Entrano in scena la verticalità, il vuoto, l'altezza. Non più paesaggi dolci e lineari. Non più boschi e pascoli. Al loro posto pareti di roccia dove lo sguardo si perde nel cielo. Qui uomini e donne, sempre più numerosi, incontrano una natura più aspra meno accessibile, ma non per questo meno bella.A coloro che desiderano provare questa emozione il Climb Project di Foggia offre questa possibilità, facendo fare l’esperienza di salire pareti rocciose verticali attrezzate o pareti artificiali. Il Climb Project di Foggia organizza anche un corso di arrampicata, nel quale si possono apprendere tutte le nozioni teoriche e pratiche. Arrampicare è una attività impegnativa che richiede una attenta formazione. Compito degli istruttori far crescere teoricamente e tecnicamente i partecipanti al corso. Il Corso sarà indirizzato ai soci che vogliono provare questa attività, iniziando da pareti in bassa quota. Il corso, vuole fornire tutte le conoscenze teoriche e tecniche, indispensabili per muoversi in seguito con sicurezza sulle vie ferrate, canyoning, grotte e tutti quei percorsi in cui è necessario l’uso di corde.


Tecniche di movimento per la progressione

Le tecniche di base per la progressione consistono in posizioni e movimenti che permettono l’ottimale utilizzo della forza e dell'equilibrio nel movimento verticale e su strapiombo. Di seguito una panomarica delle tecniche, che non consiste in un corso, ma che vuole essere uno spunto e riferimento per un migliore utilizzo del proprio corpo in arrampicata.

Triangolo di base

La riuscita in una arrampicata dipende in larga misura dalla economia della salita. Muoversi in maniera economica significa per buona parte saper bilanciare il proprio corpo al fine di risparmiare il più possibile le braccia o in altre parole saper sfruttare al meglio gli appoggi dei piedi per alleggerire il carico sugli arti superiori.

I momenti più dispendiosi sono quelli in cui il lo scalatore contrae rapporto con la parete con soli 3 "vincoli" (= 2 piedi + 1 mano); queste situazioni sono molto frequenti ed un buon uso della tecnica fa risparmiare preziose energie. La posizione a "triangolo" (vertice = mano; base = i piedi) è economica in quanto il corpo non subisce alcuna forza di rotazione ed è pressochè stabile. Di fatto, al termine di qualsiasi spostamento, la proiezione (perpendicolare) a terra della mano con cui lo scalatore rimane attaccato deve cadere sempre in mezzo ai piedi

 

Spostamento verticale semplice

La tecnica corretta per lo spostamento verso l'alto avviene per un insieme di movimenti coordinati tra arti superiori, arti inferiori e tronco. Lo scopo è sempre quello di minimizzare il dispendio di energie e a tale scopo il trasferimento del peso sui piedi in appoggio gioca un ruolo essenziale. Ovviamente viene presa ad esempio una situazione "ideale"; nella realtà le cose sono sempre un pó più complesse e più lo diventano più si affrontano vie di difficoltà crescente. Il corpo infatti si deve sempre adattare alla collocazione degli appigli e degli appoggi in maniera estremamente variabile, ma la regola del triangolo di base resta sempre valida.

Nel dettaglio (da dietro):
1) condizione di partenza con 4 vincoli (2 mani e 2 piedi)

2) spostamento del corpo a destra per liberare dal peso il piede che deve muoversi per primo

3) il piede sinistro, ora svincolato, può essere spostato con facilità verso il nuovo appoggio

4) spostamento del baricentro dalla parte opposta all'altro piede che deve essere spostato

5) si alza il piede destro

6) spostamento della mano

 

SPOSTAMENTO ORIZZONTALE
Lo spostamento sulla parete può avvenire non solo in senso verticale puro ma anche in senso orizzontale (destra-sinistra). Anche in questo caso lo scopo è ricercare sempre gli appoggi giusti per ricreare il triangolo.

Le tecniche sono:
1. cambio di piede
2. cambio di mano
3. incrocio di piede

SPOSTAMENTO CON BILANCIAMENTO

Può capitare talvolta che lo scalatore debba salire sfruttando la presenza di un solo appoggio per i piedi invece di due; in tali casi arto inferiore "libero" deve essere collocato nello spazio allo scopo di "equilibrare" il peso e ricostruire il triangolo di base agendo con il piede in aderenza sulla parete. Proponiamo nell'esempio tre diverse situazioni; nella prima si fa uso del bilanciamento attraverso il caricamento laterale dell'appoggio, nelle seconda si mostra un bilanciamento con il corpo "frontale" alla parete, così come nella terza dove viene inserito un "cambio di piede".

Bilanciamento con caricamento laterale
1) situazione di partenza con 4 vincoli

2) collocazione del piede sull'appoggio (la scarpa appoggia con il bordo esterno e prepara il corpo a ruotare verso sinistra, fianco destro alla parete)

3) lì'rto destro spinge verso l'alto mentre il sinistro "bilanciato" (scarpa in aderenza in parete)

4) il corpo è in equilibrio, si sposta la mano

5 e 6) come sopra ma situazione invertita.

MANO PIEDE
Quando non ci sono altri appoggi per i piedi, un'alternativa può essere il mano-piede: sostituire la presa dove si trova la mano da far salire con il piede dello stesso lato.


LOLOTTE

Tecnica che, in presenza di appoggi molto alti per i piedi, attraverso un'azione di intrarotazione dell�anca (destra nell'esempio), permette di avvicinare il baricentro alla parete; il corpo, cosï"compresso" dalle forze di reazione a livello dei piedi, assume una postura stabile.
La lolotte è usata molto anche in strapiombo, quando è necessario scaricare molto peso sui piedi al fine di rendere il movimento meno dispendioso.

CARICAMENTO APPIGLIO ROVESCIO

Le prese rovesce sono quelle in cui il palmo della mano è rivolto verso l'alto anziché verso il basso (l'avambraccio è supinato). Per poterle meglio sfruttare (tenere e caricare) è necessario che il corpo salga molto verso l'alto in modo da portare la mano all'altezza del bacino.

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